Morte di un gigante

fidel

Se ne va oggi, piegato dalle inflessibili leggi della Natura, questa figura gigantesca inversamente proporzionale alla piccola isola di cui ha retto le sorti per mezzo secolo. Per tre generazioni Fidel Castro è stato uno dei massimi simboli della Rivoluzione, non solo cubana ma planetaria, la cui importanza si evidenzia anche in virtù di quei 638 piani omicidi ideati ai suoi danni dalla Cia, record ineguagliabile che da una parte dimostra la ferocia del potente vicino e dall’altra l’eroismo di un popolo che ha sempre sopportato stoicamente gli effetti brutali dell’embargo economico pur di non tornare sotto gli artigli del capitalismo a stelle e strisce.
Cuba oggi non è più sola, nonostante sia orfana del suo leader. Ha sparso i suoi semi al caldo vento dei tropici ed alcuni di essi sono germogliati: Argentina, Bolivia, Uruguay, Brasile, Ecuador e Venezuela sono paesi i cui popoli cominciano a prendere coscienza dei propri diritti, non ultimo quello di una riconquistata sovranità di fronte al giogo coloniale delle oligarchie finanziarie statunitensi.
L’orticello di casa yankee si solleva e al di là delle vittorie o dei temporanei insuccessi locali, la storia di Cuba dimostra che ci si può togliere i ferri dai polsi e resistere alle rappresaglie del padrone.
Cuba non s’è mai rassegnata al ruolo di semplice isola nel processo rivoluzionario ma ne è stata anche sorgente. Fin dal sacrificio del “Che” nella giungla boliviana e ancora nel sostegno anche militare dato alle lotte di liberazione di diversi paesi africani, nel Congo come in Angola, è sempre prevalsa in Fidel Castro e nei suoi collaboratori l’idea che la Rivoluzione non può sopravvivere facendosi oasi nel deserto, ma deve al contrario diffondersi sfruttando ogni crepa che viene a crearsi tra i mattoni delle costruzioni reazionarie.
E allora questa sorgente diviene storicamente ancora più importante, poiché non soltanto ha resistito per decenni a testa alta al minaccioso vicino sfidandone la potenza, ma perché nonostante l’assedio commerciale ha saputo dare al proprio popolo quel che molti statunitensi possono solo sognare: un’assistenza sanitaria ed un’istruzione gratuite tra le migliori al mondo, la sicurezza nel domani e la dignità del lavoro, la consapevolezza di essere cittadini e non semplici vittime da sacrificare all’avido dio del profitto.
Oggi questo grande cuore della Rivoluzione ha cessato di battere, ma Fidel Castro è tra coloro che ci hanno fatto intendere che quando una luce si spegne, cento altre possono accendersi. E allora sta a noi fare in modo che questa triste giornata sia anche qualcos’altro.
Grazie compagno Fidel. Che la terra ti sia lieve.

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