Disguidi postali

Il Di Maio scrive una lettera aperta al direttore di Le Monde spiegando i motivi che l’hanno spinto ad intrattenersi con i rappresentanti dei gilet gialli. Apre e chiude la missiva la sottolineatura della storica amicizia tra i due popoli e i due governi, con un toccante riferimento alla “millenaria tradizione democratica” francese, che scopriamo così risalire come minimo ai primi re Capetingi ed ai loro vassalli.
Il corpo della lettera è però dedicato tutto ai miracoli del nostro governo a beneficio del felicissimo popolo italiano che d’ora in poi, a differenza dei cugini d’oltralpe, tra decollo dell’occupazione, soppressione d’ogni malaffare e pioggia di quattrini su ogni bisognoso, non avrà proprio più motivo di lamentarsi. Tanto che da noi “i gilet gialli lo indossano i pensionati d’oro a cui abbiamo tagliato la pensione o il vitalizio da privilegiati”.
Che bomba! Adesso chissà se manderà anche la polizia a menarli, come è millenaria consuetudine a Parigi.
Si può immaginare lo spasso del direttore del quotidiano francese, a cui è stata recapitata per errore una lettera che era evidentemente indirizzata agli italiani, affinché potessero gioire per aver imbroccato il voto giusto e mandato a dirigere la baracca quegli infaticabili che la rimetteranno in sesto. Ma si sa come funzionano le poste italiane!
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